Hicon 2019: la tecnologia è il nuovo collante tra l’hotel e le persone

Hicon 2019: la tecnologia è il nuovo collante tra l’hotel e le persone

 

Hospitality e innovazione tecnologica sono un binomio inscindibile. Non c’è contrasto, non c’è contraddizione. Anzi, software e abilità, uomini e macchine, computer e menti, sono in grado di coabitare e di potenziarsi a vicenda tra le mura dell’hotel come in pochi altri spazi pubblici. 

È un fil rouge che corre da sempre nel DNA di Travel Appeal e che ha lasciato la sua impronta anche ad Hicon, il più grande evento italiano di hospitality e innovazione, organizzato il 5 dicembre al Talent Garden Calabiana di Milano.

Big data, blockchain, intelligenza artificiale, mobile e applicazioni, se compresi e sfruttati, avvicinano le persone e aiutano a costruire un legame reale tra l’hotel e l’ospite, come se si conoscessero da una vita.

 

Best Western: la tecnologia ci aiuterà ad essere più empatici

Lo smart hotel è fatto di persone, non di robot! - dice Giovanna Manzi, CEO di Best Western Italia - Sono le persone che fanno la differenza e di cui ci dobbiamo riappropriare.

Vanno curate perché siano creative ed empatiche con i clienti.”

E perché trovino lo spazio per farlo c’è bisogno della tecnologia. 

Impariamo a capire quali attività dell’hotel possono essere standardizzate, gestite da un chatbot o da un computer, e quali invece proprio no: hanno bisogno di tutta la creatività, l’umanità e la gentilezza possibili.

D’altronde l’ha detto anche Daniel Krisch di Oracle nella sua presentazione: Colliers stima che l’IA ha il potenziale di aumentare le revenue dell’hotel del 10%, ridurre i costi del 15% ed eliminare il 73% delle attività manuali.

Se spoglieremo lo staff del peso di tanti, piccoli obblighi che possono essere automatizzati, finalmente avrà la possibilità di concentrarsi su quello per cui sta lavorando: gli ospiti.



Basta un social per fare la magia

Pensa a un colosso del turismo cinese quotato in borsa con più di 30.000 dipendenti e poi pensa ai ragazzi della Generazione Z, quelli che hanno meno di 24 anni.

Sembra un accostamento inusuale, ma poi è arrivato TikTok e tutto è cambiato.

Il social (sempre cinese) che ha sbancato i telefoni dei piccoli utenti di tutto il pianeta con video divertenti da 20-60 secondi, ha creato un ponte impossibile tra Trip.com, proprietario del portale Ctrip, e il mondo dei giovanissimi.
Un legame che sembra funzionare, perchè questi utenti si sono dimostrati sensibili al portale, dove possono trovare percorsi e rotte che forse già domani prenoteranno.

Anche in questo caso, la tecnologia fa miracoli per avvicinare aziende e persone.

 

Personalizzazione: la tecnologia per conoscersi meglio

 

Lo dice la parola stessa: “personalizzare”, ossia fare ogni cosa a misura della singola persona. Via gli standard, via la commoditization, via l’omologazione. 

Personalization is the new expectation. One size doesn’t fit all”, ha detto Olaf Slater, General Manager Sales di Sabre Hospitality, in uno degli interventi più belli dell’evento milanese.

Una misura non va più bene per tutti e se gli hotel vogliono avvicinarsi alle persone, devono farlo da qui: dalla personalizzazione. Ma per raggiungerla serve anche in questo caso la tecnologia: l’intelligenza artificiale, i software di nuova generazione, gli assistenti vocali e, soprattutto, i big data. 

Se da una parte c’è chi demonizza la raccolta massiva di dati e la sua elaborazione al solo scopo di vendere di più, ci dimentichiamo che tra il raccogliere i dati e il vendere di più c’è il conoscersi meglio. Il capire chi sono le persone che scelgono la mia struttura e la possibilità di fare qualcosa per rendere il loro viaggio più funzionale, più bello, più felice.

It’s time to think outside the room”, ha concluso Slater: non siamo più semplici provider, ma siamo dei retailer, in grado come mai prima d’ora di dare agli ospiti tutto quello che vogliono e sognano.

Mirko Lalli, founder & CEO di Travel Appeal, ha dato inizio ai lavori proprio citando un approfondimento di Phocuswire: “Nei mega hotel e nelle grandi catene, il tocco umano diventa una merce costosa e la standardizzazione può finire per essere la tendenza prevalente. Ma qui entra in gioco l'intelligenza artificiale: se un hotel fa fatica a offrire ai propri ospiti un'esperienza su misura, il management deve solo rendere il suo tocco umano più scalabile.”



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20 dicembre ore 15.00

Hicon 2019 è stato ricco di contenuti di rilievo: Oracle, Amadeus, Trip.com e Sabre sono solo alcune delle grandi aziende del turismo che hanno preso parte all’evento.

Portati a casa gli insights più interessanti dell’evento: partecipa al webinar tenuto da Mirko Lalli, Giancarlo Carniani e Nicola Delvecchio.

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